GLI APPROFONDIMENTI ZADEI: L’osteopatia in gravidanza

GLI APPROFONDIMENTI ZADEI: L’osteopatia in gravidanza

GLI APPROFONDIMENTI ZADEI: L’osteopatia in gravidanza

Il trattamento osteopatico in gravidanza

L’osteopatia durante la gravidanza può essere d’aiuto alle donne incinte per:

  • disturbi di origine meccanica: lombalgie, sciatalgie, dorsalgie, cervicalgie, dolori ai legamenti (nel bacino o sui fianchi).
  • disturbi gastrici
  • costipazione
  • mal di testa e gambe pesanti…

L’osteopatia per le donne in gravidanza ha principalmente due scopi:

  • correggere la postura della donna in modo da evitare dolori articolari durante i nove mesi
  • preparare l’elasticità del bacino e del tratto lombare che devono favorire la fuoriuscita corretta del bambino

Un’altro aspetto molto importante è il fatto che sistemare il luogo che il neonato deve occupare significa evitare parti podalici o facciali e agevola la posizione fisiologica del bambino al momento del parto.

Curarsi con l’osteopatia

Fin dai primi mesi l’osteopatia può essere d’aiuto, specialmente dalla fine del terzo mese.
(Il trattamento viene naturalmente concordato con il ginecologo che resta sempre il medico di riferimento della donna in stato interessante).

Dal quarto mese la postura della donna inizia a modificarsi in modo più sensibile ed ecco che possono comparire lombalgie e dorsalgie, alle quali l’osteopata può tranquillamente porre rimedio.

Nei mesi successivi compaiono anche una serie disturbi a carico degli organi interni: ne sono spesso bersaglio l’apparato urinario e quello gastrico con acidità aumentata e dolori di stomaco.
Questi sintomi aumentano proporzionalmente con l’aumento di volume dell’utero e in questo caso l’osteopata riesce a ridurre i sintomi che a volte coinvolgono anche l’intestino e creano pesantezza agli arti inferiori e innescano spesso mal di testa molto fastidiosi.

Nei mesi finali della gravidanza occorre preparare il fisico delle donna al parto, l’osteopata aiuterà quindi a migliorare la mobilita di tutte le strutture coinvolte nel gesto del parto stesso.

L’attenzione sarà focalizzata sulle anche, sul bacino e sull’osso sacro in modo che risultino sufficientemente mobili. Si opererà inoltre di mantenere tutte le strutture muscolari del pavimento pelvico elastiche, per ridurre al minimo la fatica di mamma e bimbo durante il parto.

La terapia è solo manipolativa e le tecniche non sono nè invasive nè violente.